L'omeopatia è sopratutto rapporto umano: in questa rubrica potrete chiedere a un'esperto consigli e suggerimenti su come affrontare e risolvere i vostri problemi con l'omeopatia.
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Gentile Dottore, scrivo per mio padre che ha 73 anni e gli hanno diagnosticato 3 formazioni cancerose al fegato di cui la più grande di 12cm e varie metastasi. Ha anche scompenso cardiaco. Hanno detto che non si può trattare in alcun modo. L'unico palliativo attualmente è l'albumina ogni mese, però l'epatologo dice che l'anasarca è resistente.

Gentile Dottore, essendomi stata offerta l'opportunità da chi guarda all'Omeopatia con occhi diversi, desidererei chiedere un consiglio per il seguente problema: Per la protezione dello stomaco dalla compressa giornaliera di Cardirene, negli ultimi sei mesi ho usato la Ranitidina dopo aver abbandonato un altro farmaco che mi dava impotenza.

Ma col passare dei giorni, anche la Ranitidina, (senza che capissi subito qual'era la causa), ha iniziato a gonfiarmi la lingua e le mucose della bocca, producendomi due tagli esterni ai lati difficili da guarire. Domanda: esiste un farmaco omeopatico che può proteggere comunque lo stomaco per l'uso continuato del Cardirene? RingraziandoLa in anticipo dell'eventuale risposta, voglia gradire tutti i sensi della mia stima.


L'ultima moda che si è andata sviluppando in medicina è la cosiddetta “protezione allo stomaco” che in parole povere significa questo: “ti do dei farmaci che ti rovinano lo stomaco, ma grazie alla protezione che ti faccio assumere, non avrai problemi di sorta”.

La storia del signore di cui sopra è però esemplificativa anche di altro e cioè che la cosiddetta “protezione” non è un sicuro aiuto in caso di problemi, ma al contrario può essere essa stessa causa di grattacapi. Del resto non potrebbe essere diversamente poiché Ranitidina, Omeprazolo e via cantando sono essi stessi dei farmaci, per giunta piuttosto potenti e quindi non esenti da effetti collaterali anche molto gravi, il che già di per sé indurrebbe a moderarne l'utilizzo nella stessa medicina allopatica.

Il problema tuttavia va affrontato da un punto omeopatico alla radice, vale a dire che l'incognita è rappresentata sia dall'utilizzo indiscriminato dei farmaci, sia dalla tendenza attuale della cronicizzazione della terapia.

Purtroppo si è instaurata una spirale perversa: da una parte ci sono cure che generano effetti collaterali importanti, poi si tende a limitare questi effetti collaterali con altri farmaci ai quali, come nel nostro caso, si dà il fantasioso nome di “protezione per lo stomaco”, ma la cosa ancor più grave della medicina attuale a cui nessuno fa più contrasto sono le cure che durano all'infinito o perlomeno fino a che non sopraggiunge la morte.

Questo è il caso del signore in esame, costretto a prendere Cardirene a vita e che, per limitarne gli effetti è indotto a di preservare lo stomaco con farmaci che a loro volta non possono non provocare altri danni, visto che bisogna assumerli a vita insieme agli altri. E' ovvio che non si può generalizzare e che ogni caso è differente dagli altri, ma il discorso conserva una sua validità soprattutto in un contesto omeopatico in cui non si danno farmaci, ma sostanze ultradiluite (i rimedi) il cui scopo è quello di attivare le risorse vitali dell'individuo e spingerlo a reagire spontaneamente allo stato di malattia mobilitando le proprie capacità.

Il punto, quindi, non è la protezione allo stomaco, ma di trovare delle cure adeguate per il proprio essere nel mondo che ci permettano di vivere sani fino alla fine dei nostri giorni. Non ci stancheremo mai di sottolineare quanto sia importante comprendere che il rimedio omeopatico non è un farmaco e quindi non ci si debba attendere dalla sua somministrazione un azione farmacologica, ma piuttosto una azione euritmica ed armonizzatrice dell'intero organismo e della psiche di chi lo assume.

Il signore che ha scritto dà per scontato di dover assumere il Cardirene a vita, egli è talmente convinto di ciò che si preoccupa di gestire gli inevitabili problemi gastrici che gli comporta il farmaco, ma per certi versi egli pone una domanda sbagliata. La medicina omeopatica offre moltissimi rimedi per tutti i problemi riguardanti il mal di stomaco vista organico che somatico, ma sarebbe assurda proporla come “protezione per lo stomaco”. Invito il signore a pensare che, se seguiti da un buon medico omeopata si può vivere anche senza farmaci ed a considerare questo, invece che pensare di essere un malato cronico per il resto della propria esistenza. Riprendiamoci la nostra salute e non consideriamoci più consumatori abituali di farmaci, ci sono tanti modi per stare meglio!

Egregio Dottore, leggo spesso le sue risposte alle domande di utenti sul sito ilmedicofuturo.it, con i suoi gentili consigli omeopatici. Mi sto permettendo di chiederLe anch'io un consiglio omeopatico per i miei problemi.

Ho 60 anni e da diversi anni ho digestione difficile e se non digerisco ho una insopportabile emicrania frontale in fase digestiva, che dura anche due giorni fino a completamento della digestione. Non mi aiuta nessun antidolorifico, solo un pò di digestivi, in particolare una puntura di plasil. Ho anche acidità  e tendenza alla stitichezza.

Ho fatto tanti esami senza una causa precisa, pure i tests di intolleranza alimentari sono negative.

Circa un mese fa ho fatto la ricerca del batterio helicobacter pylori, mediante esami del sangue, ed è risultato positivo, con questi valori:

 Anticorpi HP IgG: 13,90 (valori positivi>12)

Immunoglobuline IgM :  1,42 (Positivo > 1).

 Il mio Dottore ha preferito non darmi la cura antibiotica anche perchè i valori sono di poco alti, anche se positivi, così mi ha detto.

Non so se ha fatto bene. Devo dire che quasi 10 anni fa avevo trovato pure il batterio positivo, avevo fatto due volte la cura antibiotica, ma forse non ho mai veramente eradicato il batterio e comunque anche dopo le cure antibiotiche non ho migliorato.

Dal fatto che non risulta nient'altro dalle indagini fatte, solo un pò di gastrite nervosa e colon irritabile, il mio dottore, ma anche qualche visita gastroenterologa fatta, deduce che si tratta di una Dispepsia funzionale e somatizzazioni d'ansia sullo stomaco, che mi creano digestione lunga e difficile con emicrania se non digerisco.

Purtroppo ho un carattere ansioso con fobie spesso immotivate e forse anche depressione mascherata.

Assumo spesso  procinetici, come domperidone, ma senza migliorare, mi aiuta meglio Levopraid, ma mi crea effetti collaterali sulla sfera sessuale e ginecomastia.

Lei pensa che le mie difficoltà digestive oltre che da rallentato svuotamento e dal mio carattere ansioso, dipendano anche dalla positività dell'helicobacter pylori?

Vorrei provare una efficace cura omeopatica, purtroppo abito in un piccolo paesino e non trovo vicino Dottori in Omeopatia.

Leggendo da profano i vari rimedi omeopatici, mi sembra che il mio rimedio più adatto possa essere Nux Vomica, mi ci ritrovo al 90% delle sue indicazioni.

Secondo l'esposizione dei miei problemi e della mia personalità, potrebbe essere il rimedio adatto?

Se Lei pensa di si allora mi può consigliare il Nux vomica adatto con la relativa posologia?

Altrimenti quali potrei provare?

La ringrazio di vero cuore e cordiali saluti, Rosario !


Caro Rosario,

la ringrazio per l'interesse che ripone nella medicina omeopatica la cui cultura tentiamo faticosamente di diffondere, l'impresa appare sempre più ardita in un mondo oramai dominato dai farmaci di sintesi.

La risposta alla sua domanda purtroppo non è semplice poichè in realtà i dati che mi fornito sono di relativo interesse per una prescrizione omeopatica. Le spiego: certamente è importante conoscere la sua sintomatologia attuale, ma questa stessa è l'effetto di una storia, la sua storia che lei può fornire solo durante una visita medica. Per la medicina omeopatica non è importante se lei è affetto o meno da helicobacter, ma quali sono le sue modalità reattive individuali. Certamente è importante sapere che lei è ansioso e che soffre di emicrania dopo mangiato, ma è troppo poco per fare una prescrizione di rimedio.

Prendiamo proprio il caso di Nux Vomica, che certamente è un rimedio importante per il tratto gastro-intestinale (ma lo è anche per tante altre cose). Nux Vomica  ha un enorme quantità di sintomi (vomito, nausea, mal di schiena, irritabilità, querulomania ed irritabilità sino alla violenza , stipsi, diarrea e così via) che devono essere estratti e paragonati con le sue peculiarità individuali. Se non si conoscono le modalità di aggravamento, l'ora in cui avvengono e quelle di miglioramento è praticamente impossibile prescrivere un rimedio. Per esempio Nux Vomica peggiora al mattino, dopo il risveglio, dopo uno sforzo mentale, dopo mangiato, a seguito di rabbia o freddo, con l'abuso di liquori, caffè e farmaci; al contrario il soggetto Nux Vomica sta meglio la sera, mentre riposa, dopo aver defecato, col caldo, slacciandosi i vestiti. Tutti questi sintomi presi singolarmente possono essere attribuiti anche ad altri rimedi, pertanto è necessario valutarli nella loro interezza.

Inoltre Nux Vomica è un rimedio tendenzialmente superficiale ed anche ammettendo che dopo la somministrazione lei possa migliorare, (cosa anche probabile visto il suo abuso di farmaci), come fa a valutare se è il caso di aspettare, intervenire nuovamente o modificare radicalmente l'intervento terapeutico? Purtroppo la medicina omeopatica non è semplice: nella medicina chimica per la malattia c'è un determinato farmaco, la medicina omeopatica è invece un percorso che si deve intraprendere con consapevolezza. I miglioramenti arrivano, ma  è necessario sottoporsi al giudizio medico. Tra l'altro le dico che io stesso ho difficoltà a leggere la mia sintomatologia poichè non è facile guardarsi, abbiamo sempre bisogno di un altro che ci faccia da specchio e ci fornisca un'immagine più realistica di noi stessi.  Per cui se intende curarsi con la medicina omeopatica unicista, cosa che le suggerisco caldamente, è assolutamente necessaria la consultazione con un medico competente nella materia. Non sono tanti, ma ci sono.

Contatti la segreteria Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., sapranno darle indicazioni su qualche professionista  che esercita nei pressi della sua abitazione.

Salve mi chiamo Luca ho 34 anni e ho un problema di sterilità, ho fatto vari esami anche la biopsia testicolare ma niente. Può l'omeopatia curare la sterilità maschile?

Gentile dottore  mia madre 86anni ha una cisti sulle corde vocali che le crea disfonia e difficolta' alla respirazione, fatta visitare da diversi otorini tutti sono del parere che non c'e' cura farmacologica ma solo chirurgica e  con anestesia generale,mia madre tenuto conto dell'eta' e delle condizioni generali non puo' sostenere tutto questo,le chiedo se esiste una cura omeopatica che la puo' fare stare meglio ,in attesa della sua risposta la ringrazio.

Gentile  dottore vorrei  chiederle un informazione per mia mamma che ha una tosse persistente da anni  ..è una tosse secca che non si capisce da dove derivi. Inizialmente cominciava nell'autunno fino alla primavera inoltrata, allora abbiamo provato a fare i test di allergie ma non è risultato nulla... da circa 2 anni questa tosse è presente tutto l'anno, peggiora con il caldo, abbiamo provato per un pò di tempo la Drosera che ha dato buoni risultati.

Gent.Dott. Buongiorno in seguito ad un dolore intenso causato da proctite attinica mi è stato prescritto dal medico omeopata di assumere l'acqua ASEA ...facendo poi un po di ricerche in merito sulla rete ho letto dei pareri molto discordanti..alcuni ne parlano come un miracolo ed altri sostengono che è una truffa..avrei piacere di conoscere il suo parere in merito..grazie

Gentile dottore, mi chiamo Francesco, scrivo questa mail perchè da quasi 2 anni circa sono afflitto da un problema fisico che mi sta snervando e togliendo energie.
Brevemente le spiego cercando di esser + chiaro possibile, .. ho sempre sofferto di problemi intestinali e di poca assimilazione, come tutti ho una vita molto frenetica e stressante.