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L'omeopatia è sopratutto rapporto umano: in questa rubrica potrete chiedere a un'esperto consigli e suggerimenti su come affrontare e risolvere i vostri problemi con l'omeopatia.
Per inviare le vostre richieste scrivete a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Tristezza e calo del tono dell'umore

 Gent.mo Dr. vorrei chiederle un consiglio: faccio una premessa conosco un po l'omeopatia sia perche ne ho fatto uso sia per le tante letture fatte, anche se io mi interesso di fitoterapia, fiori di bach, e altri rimedi naturali, mia figlia da quando ha lasciato la famiglia per andare all'università ha incominciato a soffrire di qualche disturbo mentale, tipo tristezza, fragilità, ansia un calo del tono dell''umore, vorrei sapere se potrei  darle un po di serotonina oppure Ignatia amara. Lei cosa consiglia? 

La ringrazio anticipatamente

lettera firmata

 

Gentilissimo, grazie, bel quesito.

Innanzitutto notiamo una differenza metodologica tra la somministrazione di serotonina o di un rimedio omeoapatico!

Nel primo caso la terapia si basa su una integrazione di un ormone, la serotonina, che è implicato in molti processi metabolici e a livello neurologico agisce su umore e sonno. Naturalmente va fatta indagine sui livelli ematochimici della serotonina stessa per stabilire la necessità di integrazione!

Però l'organismo è una macchina complessa che agisce unitariamente e se la serotonina fosse bassa essa non sarebbe la causa, di se stessa, ma il risultato di una alterazione che agisce da causa. Infatti non tutti lontano da casa si deprimono; in alcuni casi osserviamo il contrario in quanto nel giovane la vita fuori casa rappresenta autonomia e libertà di gestione! A questo punto una cura metologicamente corretta dovrebbe indagare sulle cause attraverso i sintomi unitari del paziente e non solo sulla sua composizione ematochimica (anche indagini tiroidee srebbero utili). Detto ciò in medicina omeopatica non si può assegnare ad Ignatia il ruolo di unico antidepressivo in quanto il rimedio Ignatia rappresenta solo uno dei tanti modi in cui la depressione si rappresenta unitariamente ai risvolti clinici e sintomatologici.

Per chiarire meglio:

Capsicum presenta depressione in quanto ha nostalgia di casa.

Phosph. acidum presenta depressione con stanchezza mentale, incapacità a riflettere, caduta dei capelli e uno stato di risentimento profondo.

Natr. Muriaticum presenta depressione spesso collegate a patologia della tiroide.....

Sepia......

Quindi il consiglio che le do e se desidera intervenire con la medicina omeopatica sua figlia deve rivolgersi ad un medico omeopatico possibilmente unicista.

Cordialmente,

dott. Carlo Melodia  

Coxartrosi e Arnica

Gentile Dottore

sono affetto da coxartrosi alle due anche (collo del femore) e per lenire il dolore uso il prodotto omeopatico ARNICA una compressa la mattina ed una la sera. Sono ormai oltre 10 mesi consecutivi che la utilizzo e zoppico pochissimo, mentre se interrompo inizio a zoppicare.

Quesiti:

- va bene prendere due compresse al giorno mattina+sera mezz'ora prima di colazione o cena?

- posso usare il prodotto ininterrottamente o devo avere dei periodi di pausa?.

- ci sono prodotti più specifici per la coxartrosi?

Nel ringrazionare per la Sua disponibilità, porgo cordiali saluti.

Antonio

riponde il dr. Francesco Siccardi

Gent.mo Sig Antonio

Arnica è un grande rimedio per ciò che riguarda- il dolore e il trauma in generale.

E’ un ottimo miorilassante, antinfiammatorio e protettore dei capillari.

Quindi sicuramente può essere utile nel suo caso.

Il rimedio omeopatico può essere assunto per tempi lunghi se l’organismo necessita della sua azione.

Per quanto riguarda la posologia bisogna sapere la diluizione del rimedio.

Per l’ultimo quesito (cioè se esiste qualcosa di specifico per la coxartrosi) in omeopatia esiste un rimedio per il paziente coxartrosico e a tal scopo è necessario che lei si faccia vedere da un medico omeopata “unicista” (cioè che prescrive un rimedio alla volta) al fine di farsi prescrivere un rimedio tagliato su misura su di lei, tenendo conto del suo stato mentale, generale e fisico.

Con l’augurio di esserle stato utile

Cordiali saluti

Dr Francesco Siccardi

Prostatite

Buongiorno,

Ho 50 anni e da 2 soffro di disturbi prostatici, divenuti nell’arco dei mesi sempre più frequenti e fastidiosi. Nello specifico accuso i seguenti sintomi:

- minzione frequente (circa ogni 2 ore e mezza / tre, anche notturna) ed intermittente 

- minzione spesso con sensazione di svuotamento incompleto della vescica 

- leggera fuoriuscita di gocce di urina dopo la minzione stessa.

- enuresi notturne sempre più frequenti, che si stanno verificando da 3/4 mesi nelle prime ore di sonno. Ne riscontro, mediamente,  2/3 settimanali.

- totale assenza di erezioni, anche notturne, rilevata dopo l'esame effettuato col rigiscan prescritto dall'urologo che mi sta seguendo.

Fino ad ora ho eseguito alcuni esami clinici i quali non hanno evidenziato nulla di indicativo: non si tratta di prostatite batterica e i valori sanguigni sono tutti entro i limiti (anche se il colesterolo è al massimo del consigliato). Lo stesso urologo, nel frattempo, mi ha prescritto delle compresse di ... il quale, però, non ha migliorato la mia situazione.

Inutile aggiungere che questi sintomi, soprattutto gli ultimi 2, mi stanno creando grossi problemi di natura psicologica.

 Prima di sottopormi ad ulteriori esami con l'urologo, vorrei provare ad assumere farmaci omeopatici, sempre con il suo consenso, avendo già trovato più volte e per altre patologie, un’ottima soluzione.

Secondo Voi, visti i disturbi da me riscontrati, quale farmaco omeopatico può essere consigliato per migliorare l'effetto dei sintomi sopra descritti. 

La ringrazio e saluto.

Lettera firmata.

 

Gent.mo, 

in omeopatia ci possono essere rimedi sintomatici ma nel suo caso, come in tutti i casi del resto, l'ideale è che si affidi ad un medico omeopatico unicista o Hahnemanniano al fine di farsi prescrivere il rimedio omeopatico più indicato per Andrea che ha la prostata sofferente, tenero conto delle sue caratteristiche mentali, generali e fisiche.

C'è un grande rimedio che si chiama Sabal serrulata che è di grande aiuto per la prostata ma il consiglio migliore è quello più sopra esposto.

Cordiali saluti

Dr Francesco Siccardi

 

Neoplasia vescicale

Buongiorno!

Mio marito, 80 anni, e'affetto da neoplasia vescicale dal 2003. Gli sono state fatte finora 5 resezioni, e'stato trattato con mitomicina ed instillazioni.

Dopo a cistoscopia di oggi e' prevista altra resezione x piccole lesioni papillari. La mia domanda: ci sono prodotti naturali che possono impedire il formarsi di queste lesioni? Sta concludendo in questi giorni ka terapia x l'arterite di Horton ormai risolta e nn ha altri grossi problemi di salute.

 

Spettabile signora,

grazie per averci contattati.

Dalla Sua descrizione penso che si tratti di papillomi vescicali ed il trattamento chirurgico seguito da chemio intravescicale risulta essere la terapiao elettiva ed in accordo con le linee guida per il trattamento d'organo nel caso specifico.

Come è evidente il trattamento si rivolge alla lesione ma non muta la tendenza costituzionale a riproporre la lesione.

La medicina omeopatica considera qualunque lesione organica come una tappa evolutiva di una predisposizione costituzionale. Significa che ognuno di noi ha una tendenza ad ammalarsi in una certa direzione ed in un certo modo. Questa considerazione ci porta, in omeopatia, ad individualizzare la terapia caso per caso, per recuperare la tendenza a recidivare. Naturalmente una cura costituzionale risulta più semplice in età precoce piuttosto che in una situazione consolidata. Comunque provate a sottoporre il caso ad un omeopata unicista. Sicuramente Suo marito potrebbe avvantaggiarsi, al termine delle cure convenzionali in essere, di un intervento omeopatico unitario per la sua persona.

Cordialmente,

dr. Carlo Melodia

dott. Carlo Melodia

esperto

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Il Medico del Futuro Oggi
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Dott. Vincenzo Rocco

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Dott. Davide Visioli

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