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L'omeopatia è sopratutto rapporto umano: in questa rubrica potrete chiedere a un'esperto consigli e suggerimenti su come affrontare e risolvere i vostri problemi con l'omeopatia.
Per inviare le vostre richieste scrivete a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Effetti secondari dei rimedi omeopatici? Nux vomica

Buongiorno,
Chiedo cortesemente un'informazione su nux vomica: Un uso prolungato del farmaco omeopatico (10 gocce 3 volte al giorno per alcuni mesi) potrebbe per caso rallentare il lavoro dell'intestino?
Grazie
Andrea

Gentile Andrea,nel quesito non ci dice di quale dosaggio di Nux vomica si tratta, 6ch, 39ch, 6LM....o altro. Come spiego in altre risposte ai pazienti il rimedio omeopatico, non essendo un farmaco, a breve spiegherò su questo sito la differenza, non va usato nella stessa dose per più tempo. Infatti il farmaco convenzionale si usa per più tempo in quanto agisce con i suoi effetti primari intrinseci e quindi deve opporsi continuamente ai sintomi dell'organismo malato, mentre il rimedio (per similitudine ) agisce stimolando nell'organismo una reazione secondaria riparatrice del tutto naturale. Quindi non c'è bisogno di ripetere il rimedio omeopatico tanto a lungo, una volta migliorati i sintomi, altrimenti si corre il rischio che questi riappaiano in quanto la ripetizione, non necessaria, fa emergere i sintomi del rimedio come nella sperimentazione. Nel caso di Nux vomica tra i sintomi sperimentali c'è proprio la stitichezza come rallentamento della spinta nonostante ci sia il desiderio di evacuare.    

dr. Carlo Melodia

Tornate a visitarci. Presto un intervento chiarificatore su cosa sono gli effetti secondari dei rimedi omeopatici!

La redazione. 

Quesito

Buongiorno,vorrei porre cortesemente una domanda,ho 58 anni,obeso,con problemi di fibrillazione cardiaca cronica,sindrome tossico dismetabolica,gotta cronica,da 1 mese pero' mi si e presentata una dermatite da stasi (almeno come me lhanno diagnosticata i medici) che mi provoca a entrambi gli arti inferiori bruciore e dolore anche per 2 ulcere che si sono venute a formare in entrambi alle caviglie e che essudano continuamente. Ho provato a bendarmi con bende a base di ossido di zinco e ittiolo,mettere su creme varie tipo HALICAR,antibiotici ma nulla,sopratutto queste ulcere che non si rimargino e che spurgano liquido trasparente,cosa devo fare Ill.mi dottori,mi potete consigliare Voi? Grazie,grazie di cuore.Con cordialita.Giulio.

Spettabile sig. Giulio,

la prima cosa di cui deve essere consapevole è che il suo organismo si comporta unitariamente; ovvero ogni manifestazione organica è espressione di una stessa disarmonia. Fatto ciò si affidi ad un medico che La segua con una visione unitaria, dall'alimentazione alla terapia. In medicina convenzionale il medico che possiede questo tipo di visione è l'internista. In medicina omeopatica il medico è quello che pratica l'unicismo.

Cordialmente,

dott. Carlo Melodia

 

Allergie

Buongiorno ho fatto i prelievi di sangue e ho scoperto di essere allergica alle graminacee e alla betulla. Ho una rinite allergica con  secrezioni di muco ,prurito al naso e alla gola ed eruzioni cutanee  con prurito  e  a volte anche otite cosa mi consiglia di prendere come farmaci omeopatici ?io gia' ho assunto pollini e  ribes nigrum e un po' son migliorata grazie distinti saluti

 

Spettabile signora,

dalla sua mail non risulta che il suo iter sia stato seguito da un medico omeopatico come dovrebbe essere per la delicatezza della diatesi!

L'allergia non è una malattia che determina questo o quell'allergene. Invece è proprio il contrario: la sostanza a cui si è allergici evidenzia solo lo stato del malato ma non è la causa. Se avesse esteso la sua indagine ad altri allergeni facilmente sarebbe emerso un numero più alto di sostanze implicate. Le terapie mirate servono a poco come quelle desensibilizzanti. Si toglie la sensibilità ad una certa sostanza ma non si cambia la tendenza e man mano si scopre di avere "nuove " allergie (ed è solo e sempre per la stessa causa che resta immutata con simili terapie). La medicina omeopatica non cura i malati attraverso rimedi che contengono la sostanza a cui si è allergici in piccole dosi; questa si chiama isopatia (l'uguale) mentre l'omeopatia si basa sul simile. Simile che si orienta sulla persona allergica considerata unitariamente in modo che la guarigione avvenga per elimininazione delle cause piuttosto che per neutralizzazione degli effetti; la seconda con conseguente tendenza immodificata ad essere allergici (come già spiegato). 

In conclusione, da quanto sopra, tragga delle conclusioni in modo consapevole su come gestire la sua salute alla luce di una visione unitaria dell'organismo e si affidi ad un professionista piuttosto che al "fai da te",

cordialmente,

dott. Carlo Melodia 

Dermatite Atopica

Gentile dottore,
sono una ragazza di 32 anni con dermatite atopica dalla nascita. Negli ultimi mesi, a seguito di alcuni episodi frequenti di attacco della patologia (incentrati su braccia e mani) mi sono rivolta a un medico omeopata che mi ha prescritto una cura, partendo da Curasyn n.4, per poi passare ad altri rimedi. Fin dal primo momento la dermatite è molto peggiorata, addirittura ho avuto un episodio di orticaria su entrambe le braccia e mani, e al momento mi ritrovo con macchie di dermatite su tutto il corpo, specialmente su pancia e gambe. Le uniche parti non colpite sono viso e collo (anche se il collo è spesso pruriginoso ma riesco a controllare lo sfogo con creme). Parallelamente è aumentato anche il prurito, che in molti casi precede la comparsa di nuove chiazze e ho notato la concomitanza con il termine dei pasti, quindi con la terapeuta abbiamo concordato delle prove di intolleranza. Sono risultate intolleranze a farina bianca, lieviti, zuccheri, caffè, latticini e altri alimenti. Premetto che seguivo dieta vegetariana consumando regolarmente cereali specie integrali, frutta e verdura, legumi, veramente pochi cibi spazzatura. Al momento il consiglio della terapeuta è, tra gli altri, di consumare prodotti a base di farina (ma mai bianca) non più di due volte alla settimana
La mia domanda è: può una terapia omeopatica far emergere lintolleranza ad alimenti che prima non mi davano problemi, o forse non davano reazioni così manifeste? Se sì, sarà temporanea e potrò tornare ad alimentarmi regolarmente? Tenga presente che avevo già problemi a prendere peso, e con l inizio del nuovo regime sono scesa a 46kg.
Se il peggioramento può essere inquadrato nellambito dellaggravamento omeopatico, entro quanto posso aspettarmi anche un solo lieve miglioramento? A parte lorticaria, tutti i nuovi attacchi di dermatite non hanno subito recessioni ma continuano a estendersi sul corpo.
Esistono nuove diete basate sullesclusione dei cereali e legumi dalla dieta, e un aumento considerevole delle proteine animali (es. dieta paleo). Molti ne sostengono lefficacia nelle malattie della pelle, ma non causerebbero sbilanciamenti per favorire altre patologie?
La ringrazio per la disponibilità e i suoi preziosi consigli.
Cristina

 

Gentile Cristina,
iniziamo dalle sue idiosincrasie, che ha praticamente dall'infanzia. Mi sembra che la sua reattività intrinseca porti, non solo al manifestarsi degli eczemi, ma anche ad edemi tipo orticaria!?
Consideri, a proposito dei test di intolleranza e di allergia, che, se questi test si ripetono a distanza di tempo, si trovano variati i risultati per il fatto stesso che in base al consumo di un certo alimento o al contatto con un certo allergene l'organismo sensibile può manifestare una nuova idiosincrasia. Tutto ciò sta a significare che il problema va osservato dalla parte dell'organismo piuttosto che dell'alimento o dell'allergene. Non esiste di per se un alimento più cattivo di un altro, in questo senso, ma solo persone più o meno sensibili. In alcune persone le fragole, le cipolle, la pesca, le noci, la cioccolata, e così via, possono creare vere e proprie reazioni edematose anche gravi o anche eczematose, ma non potremmo in assoluto stabilire che detti alimenti siano intrinsecamente pericolosi. Detto questo, la conseguenza logica che emerge da quanto sopra illustrato è che l'attenzione del medico deve essere indirizzata soprattutto alla parte recettiva, ovvero all'organismo malato inteso unitariamente. A proposito, ha indagato sulla funzionalità della sua tiroide (dosaggio ormoni ed anticorpi)?
Arriviamo alla Medicina Omeopatica. Seguendo sempre il ragionamento iniziato sopra emerge che la sua, scusi il termine, patologia, è un risultato visibile di un disquilibrio più interno che va indagato dall'omeopata attraverso lo studio della persona, di Cristina, nella sua storia biopatografica unica, nel suo modo di essere, comportamenti, relazioni fino alla particolarità dei suoi sintomi fisici modalizzati. Alla fine l'omeopata prescriverà un rimedio unico, analogico, alla sintomatologia di Cristina. D'altra parte un approccio che invece parta dalla patologia della pelle per decidere la scelta del prodotto da somministrare ( per di più complesso, quello di cui mi parla ) non si discosta dal paradigma della allopatia che parte dalla malattia per prescrivere la terapia senza bisogno di conoscere l'individualità che sta dietro ad ogni manifestazione di malattia; anche se la malattia si presenta apparentemente uguale nei suoi tratti comuni in molte persone. In pratica il complesso terapeutico che lei assume viene prescritto sulla diagnosi di malattia (della pelle) piuttosto che su quello di malato. Ciò non corrisponde allo statuto epistemologico proprio della Medicina Omeopatica che vede nel malato, visto in modo unitario, la centralità della propria indagine medica e nella sperimentazione pura la ricerca del rimedio unico da prescrivere secondo il principio della similitudine.
In pratica ed in definitiva si tratta di avere una giusta informazione sull'impostazione terapeutica che il suo medico sta seguendo e condividerne, come paziente, in modo consapevole, la scelta!
Sperando di esserle stato di aiuto,
cordialmente,
dott. Carlo Melodia

esperto

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