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L'omeopatia è sopratutto rapporto umano: in questa rubrica potrete chiedere a un'esperto consigli e suggerimenti su come affrontare e risolvere i vostri problemi con l'omeopatia.
Per inviare le vostre richieste scrivete a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Acne giovanile

Buonasera, sono la madre di un ragazzo di 16 anni con problemi di acne sopratutto sulla schiena, dopo alcune creme, consigliate dal dermatologo, direi che il problema che inizialmente sembrava migliorare è anzi peggiorato. Premetto che mio figlio  ha un carattere facilmente irritabile , a volte ansioso, lo stiamo curando da anni per una assimetria alla mandibola che sicuramente  influenza il suo stato d'animo, inoltre gli altri e bassi a scuola dovuti alla mancanza di costanza dello studio non aiutano a migliorare la situazione. L'alimentazione è abbastanza varia e gli evito cibi fritti e grassi.Vorrei un consiglio per curare l'acne con l'omeopatia, ho letto di Pulsatilla e Nux Vomica, cosa ne pensa?Esistono anche prodotti  da mettere sulle parti da trattare?In attesa di una Sua risposta ,ringrazio e porgo cordiali saluti

Lettera firmata

 

Gent.ma Sig.ra 

l’acne, come tutti i problemi di pelle, è la rappresentazione e l’esteriorizzazione di ciò che sta all’interno del nostro corpo.

Come prima opinione eviterei di mettere pomate medicali sulla cute (cortisoniche, antibiotiche, ecc..) in quanto non fanno altro che, seppur dopo qualche minimo miglioramenti, peggiorare l’interno del nostro corpo. Infatti la pelle è uno dei nostri organi emuntori più importanti con intestino, reni e polmoni, cioè servono ad esteriorizzare tossine e rifiuti metabolici prodotti in eccesso o in modo errato dal nostro organismo.

Secondariamente con la medicina omeopatica si può fare molto, in quanto è una medicina che agisce ripulendo l’interno e di conseguenza si migliora in modo naturale, e non sopprimendo dall’esterno, la pelle che, in definitiva, è il nostro ultime confine con l’esterno. L’ideale è che però si rivolga ad un medico omeopatico unicità della sua zona (o dintorni) al fine di far prescrivere per suo figlio il rimedio omeopatico più opportuno per migliorare il quadro morboso di suo figlio. le dico di rivolgersi ad un medico in quanto ci vuole un’anamnesi approfondita , al contrario della medicina tradizionale, non esiste un prodotto per la pelle e uno per lo stomaco e uno per treni, eccc…. ma esiste un rimedio che tenga in conto del quadro morboso di suo figlio, dall’aspetto mentale all’aspetto generale e poi di quello fisico con la sintomatologia cutanea che lei riporta.

L’alimentazione è nuovamente di rilevanza in quanto dovrebbe ridurre più possibile farine e latticini preferendo frutta, verdura e pesce.

Da ultimo come trattamento cutaneo lenitivo ma non sopprimente può fare capo alla linea INLIGHT della Cemon, una linea di prodotti a base di oleoliti, senza conservanti con estratti naturali che contribuiscono a lenire l’aspetto infiammatorio della pelle.

Con l’augurio di esserle stato utile

cordiali saluti

Dr Francesco Siccardi

Come aiutare il proprio medico omeopata a prescrivere il rimedio giusto !

 

Dire semplicemente: “soffro di emicrania”, non da alcuna indicazione al medico omeopata circa il rimedio adatto a curare il paziente. Per inquadrare in modo corretto il paziente e il suo rimedio analogo, sarà necessario dare una IDENTITA’ a questa emicrania.Prima di tutto bisogna specificare se è un fastidio ricorrente; se si presenta in determinati orari durante la giornata e se ritorna con cadenza periodica o in concomitanza a qualche avvenimento. Va specificato il punto in cui compare. Se il dolore resta confinato in un punto preciso o si dirama in altre zone e se presenta una lateralità (lato destro o sinistro del corpo). Molto importante è specificare il tipo di dolore avvertito. Si tratta di un sintomo puramente soggettivo: il paziente deve provare a descriverlo usando un linguaggio semplice ed esplicativo. Questo dolore potrà essere bruciante, puntorio, intermittente, avvertito come un chiodo nella testa o una morsa che stringe la testa.

Anche lo stato mentale associato al malessere fisico fornisce un’indicazione importante ai fini della visita omeopatica. Avere un forte mal di testa ma riuscire a essere cordiale con tutti e a svolgere tranquillamente il proprio lavoro rappresenterà, ad esempio, un sintomo peculiare e particolare che fugherà ogni dubbio nel medico circa la scelta del rimedio.
Descrivere un sintomo richiede una grande attenzione e precisione. La prima difficoltà sta proprio nel porre attenzione su di sé, avere uno sguardo attento alla propria persona e a ciò che si avverte, sia a livello fisico che mentale. Spesso alcuni sintomi sfuggono perché non siamo abituati a “guardarci”, perché capita di essere distratti dal lavoro o da altre situazioni, perché fanno talmente parte ormai della nostra routine da considerarli “normali”.
Questo modo di esprimere i propri disturbi è stato codificato molto precisamente dallo scopritore della medicina Omeopatica Samuele Hahnemann, nel paragrafo 133 del suo Organon dell’arte del guarire. Descrivere un sintomo è un esercizio importante per gli addetti ai lavori, medici e farmacisti che eseguono le sperimentazioni su se stessi sani. Le materie mediche omeopatiche, infatti, descrivono i sintomi prodotti dalle sostanze su soggetti sani, esattamente nello stesso modo in cui il medico fa per evidenziare le caratteristiche dei sintomi nel paziente malato secondo la legge omeopatica della similitudine “similia similibus curentur”.
Pertanto avere una buona conoscenza di sé e saper riconoscere e descrivere le proprie modalità di ammalarsi, faciliterà il compito del medico o del farmacista nella individualizzazione del rimedio simillimum e consentirà al paziente di conoscersi meglio, riuscendo col tempo a distinguere tra sintomi propri tipici e sintomi nuovi di malattia. Il lavoro di auto osservazione è un vero e proprio esercizio che migliora quanto più ci si addentra in esso; nel mio caso rappresenta ogni volta una esperienza unica e molto costruttiva, per conoscermi e per affinare i sensi, sia quando da paziente mi rivolgo al medico, sia quando devo riconoscere i sintomi nel paziente acuto che viene in farmacia chiedendo consiglio.

Pillola e Omeopatia

Buongiorno,

Sono una donna di 41 anni che prende da qualche mese la pillola, per motivi concezionali. Sono consapevole del fatto che sarebbe meglio evitarla, però non posso fare altrimenti. Un mese e mezzo prima di assumere la pillola avevo iniziato a prendere Sepia 30 ch (2 granuli ogni 4 ore) su suggerimento del mio omeopata per un problema di astenia, "afflosciamento" dei tratti del viso, del seno. E devo dire che avevo visto un leggero miglioramento, ma poi in seguito all'assunzione della pillola, avevo interrotto la cura perché avevo paura che fosse controindicata (non ho la possibilità di ritornare dall'omeopata). La mia domanda  é questa: è possibile assumere Sepia 30 ch anche in concomitanza della pillola ?

Grazie in anticipo per la risposta

Cordiali saluti

lettera firmata

Gent.ma Sig.ra,

la pillola anticoncezionale non è un buon “servizio” che regala al suo organismo. Anche perché, andando a vedere sul sito: www.disinformazione.it, troverà un articolo proprio sulla pillola yaz, Yasmine e Yasminelle in merito alle questioni legali che la Bayer ha dovuto sostenere in America per danni tromboembolici. E in Italia viene prescritta!! Anche perché esistono altri metodi anticoncezionali molto meno dannosi, soprattutto per la donna.

Per quanto riguarda la somministrazione contemporanea di pillola e rimedio Sepia, l’ideale….sarebbe sospendere il farmaco tradizionale. Però a quanto sembra, non può farne a meno (anche se, ripeto, io ci penserei bene) quindi se Sepia risulta essere il rimedio più indicato dal suo quadro generale, la prenda. L’importante è non assumerla contemporaneamente al farmaco. Faccia passare alcune ore tra un'assunzione e l'altra.

Ma soprattutto si faccia visitare da un medico omeopata che le proponga un trattamento integrale. 

Sperando di esserle stato utile

cordiali saluti

Dr Francesco Siccardi

Sfogo acneico in gravidanza

Salve, ho 28 anni e sono alla 18 settimana di gravidanza, sono felicissima di questa dolce attesa tanto desiderata però purtroppo da poco più di un mese non riesco più a essere serena, mi sento molto giù di morale a livello psicologico a causa di uno sfogo cutaneo di punti neri e brufoli sul viso sottopelle che si infiammano via via. In pratica sono una maschera di brufoli, il ginecologo dice che dipendono dagli ormoni, la dermatologa che mi ha visitato mi ha prescritto una semplice crema opacizzante della uriage e il detergente della stessa linea, ma ovviamente non hanno risolto niente, anzi la situazione è peggiorata e io sono sempre più triste. Sono arrivata a non uscire quasi mai perché mi vergogno, mi da fastidio anche lavarmi il viso, sembra carta vetrata. Io in passato ho sofferto molto di Acne dai19- 20 anni, ho fatto cure sia con creme antibiotiche che per via orale, mi hanno prescritto roaccutan ma al finire della cura mi ritornava sempre tutto fuori, con la pillola diane e la crema epiduo gel avevo finalmente risolto tutto, anche dopo aver interrotto la pillola la pelle era perfetta, liscia come non mai. Abituata ad avere la pelle liscissima da 4 anni non sopporto l'idea di ritrovarmi così, per me è diventato un problema di natura psicologia, ci penso continuamente e non riesco ad accettarmi. Dimenticavo, sto assumendo acido folico e aspirinetta, in realtà lo sfogo è comparso intorno alla 12 settimana dopo aver iniziato l'uso giornaliero di aspirinetta, ma non so se può essere collegato. Spero possiate essermi d'aiuto, magari con un consiglio, l'uso di qualcosa di esterno che disinfetti e che sia antibatterico per evitare questa infiammazione continua, la pelle risulta molto ruvida al tatto, secca e molto molto rossa, ma allo stesso tempo molto oleosa. Con epiduo gel mi ero trovata bene ma non vorrei usarlo in gravidanza. Potrei, rivolgermi ad un omeopata, poter risolvere il mio problema? Grazie anticipatamente per la risposta spero davvero possiate aiutarmi!

Francesca

 

Gentile signora Francesca,
innanzitutto auguri per la sua gravidanza.
La disamima che fa del suo sfogo è corretta come anche l'osservazione del ginecologo.
Detto ciò vale la pena di osservare che la pelle assume un valore drenante e di per se il problema non deriva dalla pelle anzi la pelle tende ad eliminarlo. Ecco perchè come da Lei giustamente osservato spesso ad un periodo di soppressione farmacologica dello sfogo può seguire un periodo di aggravamento; per il tentativo dell'organismo di ripristinare la direzione dello sfogo attraverso la pelle.
Tutto ciò fa presupporre che l'unica cura reale è quella di affontare le cause piuttosto che coprire gli effetti; a cui spesso seguono conseguenze peggiori. Il mio consiglio è di rivolgersi ad un medico omeopatico unicista che interverrà nel rispetto delle reali necessità dell'organismo unitariamente, cordialmente,

dott. Carlo Melodia

esperto

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